Germania dell’est: fra passato e futuro

Sono rientrato da pochi giorni da un bel tour di 8 giorni in Germania, articolato in varie tappe che mi ha permesso di visitare diverse città d’arte. Devo ammettere che è stato davvero un bel giro, con sorprese e scoperte, tenendo sempre a mente il passato recente di questo paese che puntualmente mostrava i suoi segni, nonostante le grandi ricostruzioni e i tanti progetti ancora da sviluppare. E’ fondamentale ricordare che queste città furono gravemente colpite e danneggiate durante la seconda guerra mondiale. Ho infatti imparato il termine coventrizzare, che deriva dai tragici bombardamenti tedeschi sulla città inglese di Coventry (1940) con la conseguente vendetta alleata su Dresda (1945) e altre città tedesche, da qui il significato di annientare-distruggere.  La successiva separazione fra Germania Est (Ddr) e Germania Ovest (Brd), con Berlino divisa in settori e di fatto un’enclave all’interno della Ddr ha creato disparità e contrasti sociali e architettonici che ancora si possono notare. Nell’est, ad esempio, si vedono ancora palazzoni in cemento modulare (i cosiddetti Plattenbau) tipici dell’edilizia sovietica. Dopo questa premessa cercherò di fornire qualche nota per ciascuna delle mete visitate (le trovate in ordine di visita):

Ratisbona:

bella cittadina fondata in epoca romana lungo le sponde del Danubio. Conserva un centro storico d’impronta medioevale (momento florido della città che nel 1200 ospitava circa 20.000 abitanti) con vicoli e vicoletti, numerose torri, bei palazzi e la cattedrale gotica dedicata a St. Peter dove all’interno si possono ammirare belle e caratteristiche vetrate colorate. Suggestiva la vista del centro dal celebre ponte di pietra sul Danubio, costruito nove secoli fa.  Devo ammettere che è molto piacevole passeggiare per le sue stradine, guardando vetrine dei negozi, i caratteristici scorci, e prendere qualcosa nei tavoli esterni dei bar dopo aver sbirciato in qualche corte interna. Quasi un tuffo nel passato!

Veduta di Ratisbona dal ponte di pietra
Veduta di Ratisbona dal ponte di pietra
Lipsia:

città della Sassonia, da secoli molto legata all’arte ed in particolare alla musica, avendo dato i natali al compositore Wagner e ospitando cori e orchestre famosi in tutto il mondo. Uscendo dal centro storico si nota subito l’edilizia sovietica, ma il cuore della città va scoperto con calma, passeggiando, entrando nelle Chiese (Thomaskirche e Nikolaikirche) e nelle sue gallerie decorate quali la Maedlerpassage con la statua di Faust e la Speck’s Hof adornata da splendide decorazioni. Inizialmente fredda, può riservare delle sorprese! Per completare la conoscenza della città non si può non partecipare a delle prove o dei concerti che qui sono molto frequenti.

Una delle gallerie decorate di Lipsia
Altra galleria decorata di Lipsia
Berlino:

grande capitale, città dinamica e multiculturale, magnete di economia e di arte che ha saputo più volte superare le avversità riservatele dagli eventi storici. Nonostante siano passati 29 anni dalla caduta del muro, la città sta continuando a modificarsi con nuove linee della metropolitana, nuovi edifici modernissimi e la ricostruzione di quelli antichi come il castello che ospiterà al termine dei lavori un centro culturale multifunzionale. Berlino è in continua evoluzione e trasformazione ma, nonostante questo, sa conservare i segni del passato. Partendo dall’iconica porta di Brandeburgo (molto bella con l’illuminazione serale), al vicino Reichstag (sede del parlamento Bundestag) con l’innovativa cupola in vetro a simboleggiare la trasparenza dei governi, si trovano nelle vicinanze anche degli edifici moderni che ospitano gli uffici dei parlamentari e il cancellierato. Imperdibile una passeggiata in quello che era una volta il quartiere ebraico, oggi molto vivace, dove spiccano i complessi dei cortili Hackescher Hoefe (nella zona di Hackescher Markt) ristrutturati negli anni ’90 con un mix felicemente riuscito di negozi, bar, gallerie. In Rosenthaler Strasse si trova un complesso non ristrutturato (decisamente alternativo!) Haus Schwarzenberg, decorato con graffiti e murales che ospita il museo dedicato a Otto Weidt che durante la seconda guerra mondiale salvò diverse persone facendole lavorare nella sua fabbrica di scope e il centro dedicato ad Anna Frank. Non lontano si trova Alexanderplatz, grande snodo di mezzi pubblici e sede di grandi centri commerciali e della torre della televisione inaugurata nel 1968 e alta 369 metri. Si può salire fino alla sfera da dove si gode un bel panorama, consiglio di andarci al tramonto In quanto la sera fra i vetri e riflessi provocati dalle luci non rende molto…. Scendendo vicino alla chiesa Marienkirche ci sono delle fontane che ad orari prefissati si animano in simpatici giochi di luce e acqua. Quello che mi ha sempre colpito della città è che ha saputo conservare le memorie del passato, dando loro il giusto peso e significato. A volte è stato fatto in maniera semplice e minimale, come segnando tutto il tracciato del vecchio muro con una striscia di mattoni che corre lungo le strade, o le croci sulle rive della Sprea per ricordare le vittime che hanno provato ad attraversare i confini a nuoto. penso anche al memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa composto da 2711 stele di cemento, che possono sembrare fredde ma anche diventare una sorta di labirinto camminandoci all’interno creando un senso di smarrimento. Non posso non citare la chiesa della Rimembranza costruita in memoria di Kaiser Guglielmo I, che conserva le rovine originali della torre campanaria in quanto il resto dell’edificio è andato distrutto durante la seconda guerra mondiale. Ospita un museo con foto storiche e oggetti liturgici. Al suo fianco però è stata costruita una chiesa moderna, inaugurata nel 1960, che da fuori può risultare bruttina e anonima ma al suo interno regala un’atmosfera mistica per merito delle grandi vetrate blu. Il checkpoint Charlie (chiamato così semplicemente utilizzando l’alfabeto fonetico della Nato), ora punto un po’ turistico e commerciale che ricorda il punto di frontiera fra le due zone est e ovest, ospita la replica di una cabina di controllo. Nei pressi ci sono interessantissimi pannelli illustrativi che narrano la storia del Muro e dei confini, mettendo in evidenza, problemi, difficoltà e tragedie. Ci sono anche dei negozietti dove poter acquistare libri, cd e cartine inerenti. Continuando a parlare di muro è sosta obbligata la East Side Gallery, si tratta del tratto di muro conservato più lungo (1,3 km), diventata la più grande galleria d’arte all’aperto, con oltre 100 graffiti. Qualche opera è diventata molto celebre, ad esempio la trabant (auto tipica della Germania dell’est) che sfonda il muro e il bacio fra Breznev e Honecker. Nei pressi si trova anche il più bel ponte di Berlino, ristrutturato nel 1994 da Santiago Calatrava: l’Oberbaumbrücke. Simbolo di rinnovamento è senza dubbio la zona di Potsdamer Platz che ospita grattacieli moderni come il Sony Center a forma di vulcano e il Panorama Punkt. Il tutto fu un progetto condiviso dai migliori architetti del mondo: Renzo Piano, Helmut Jahn, Richard Rogers, Arata Isozachi e Rafael Moreno.

Il fiume Sprea a Berlino
Un’opera della East Side Gallery
Hackesche Hoefe
Haus Schwarzenberg
Porta di Brandeburgo illuminata
Chiesa della Rimembranza
Potsdam:

dista circa 30 km da Berlino e per arrivarci si attraversa il celebre ponte di Glienicke (noto come il “ponte delle spie”). E’ patrimonio dell’umanità dell’Unesco per i suoi parchi e le sue residenze. Da non perdere una visita allo sfarzoso palazzo San Souci voluto da Federico Il Grande, per soggiornarci e trascorrerci il tempo senza preoccupazioni (dal francese sans souci “senza preoccupazioni”). Nel 1945 all’interno del castello Cecilienhof si tenne la conferenza di Potsdam a cui parteciparono i paesi vincitori della guerra. Al termine della visita è consigliata una passeggiata nel caratteristico quartiere olandese, fatto erigere nel XVIII da architetti olandesi per gli immigrati, si tratta di tipiche case in mattoni rossi, che oggi ospitano negozi e caffetterie.  

Ponte delle Spie
Palazzo Sanssouci
Quartiere olandese di Potsdam
Dresda:

splendida città d’arte sulle rive dell’Elba, con un incredibile skyline di palazzi, guglie, cupole, torri e chiese. Passeggiando per le vie del centro storico merita entrare nella Frauenkirche, uno dei simboli della città dopo la ricostruzione. All’interno sembra di essere più in un teatro che in una chiesa. Proseguendo si arriva fino allo Residenzschloss, palazzo rinascimentale simile a una fortezza, al teatro dell’Opera e lo Zwinger. Quest’ultimo è uno splendido edificio barocco che ospita la pinacoteca con opere di Botticelli, Tiziano, Rubens, e un bel giardino con fontane di cui si può ammirare tutta la bellezza dall’alto facendo la passeggiata lungo le terrazze del perimetro dell’edificio. Si può inoltrare passeggiare sul lungo fiume dove anche li si trovano bei palazzi. Anche di sera la città conserva tutto il suo fascino illuminata a dovere con le luci e i palazzi che si specchiano sull’Elba.  

Accademia delle Belle Arti di Dresda
Complesso Zwinger
Palazzi illuminati a Dresda
Norimberga:

una scrupolosa ricostruzione postbellica ha restituito alla città una parte del suo passato splendore. E’ la città dove si svolgevano le parate e i raduni nazisti in una grande area poco fuori città (Reichsparteitagsgelaende). Di quest’area sono ancora visibili la sala dei congressi (Kongresshalle che nella struttura voleva ricordare il Colosseo) che ospita l’interessante Dokumentazionszentrum che, con vari pannelli e filmati narra la salita al potere del nazismo e il ruolo che ha avuto anche la città che fu poi sede del famoso processo dove furono processati i gerarchi nazisti. Lo Zeppelinfeld dove si svolgevano le adunate con una tribuna lunga 350 metri. Oggi in quest’area si tengono eventi sportivi e concerti. Il centro storico inoltre è davvero caratteristico, partendo dalla fortezza si trova la casa museo di Albrecht Duerer, la chiesa di San Sebaldo, fino ad arrivare alla piazza del mercato dove spicca la bella fontana decorata. In piazza si possono gustare due specialità tipiche i Lebkuchen (panpepato) biscotti speziati con cannella e zenzero e le classiche salsicce del posto, piccole e sottili ma molto saporite, da degustare con dell’ottima birra locale. Non perdetevi inoltre i suggestivi scorci sul fiume Pegnitz e il Duomo di S. Lorenzo.

Veduta dal castello di Norimberga
Piazza del mercato di Norimberga
Fiume Pegnitz nel centro di Norimberga

 Dedicando come sempre un piccolo spazio alla musica, non posso non citare il grande David Bowie che alla fine degli anni ’70 visse a Berlino e registrò la trilogia berlinese da cui scelgo la splendida “Heroes”.   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.