India: esperienze a non finire

Non è semplice raccontare un viaggio in India… ho dovuto lasciare passare un po’ di tempo dal mio rientro, per poter metabolizzare al meglio tutto ciò che ho visto, le esperienze fatte e le emozioni provate. Durante il percorso si è sempre un po’ di corsa nel tentativo di rispettare la tabella di marcia prefissata, e diventa arduo comprendere realmente tutto quello che si assimila: informazioni, incontri e scene. Un viaggio in India non è mai banale, anzi porta ogni viaggiatore a innalzare l’asticella dei propri limiti, a superare fobie ed ansie, a confrontarsi con una realtà completamente diversa sbattuta improvvisamente in faccia senza misure.

Bisogna partire dal presupposto che l’India è un subcontinente da oltre 1 miliardo di abitanti e che, quindi, ci sono al suo interno dinamiche e realtà che a noi sfuggono. Le distanze, le città, il traffico, i problemi…. Tutto appare ingigantito a dismisura. Ma ciò non toglie fascino e bellezza ad un paese, che sa veramente sorprendere il viaggiatore rispettando lo slogan dell’ente del turismo nazionale: “Incredible India!”.

Entrando nel dettaglio, sono partito da Delhi per visitare Agra e quindi a seguire ho effettuato un tour del Rajasthan, una regione del nord che confina con il Pakistan, famosa per le sontuose residenze e i forti dei Maharajah, interessanti città, tradizioni e folklore, le Haveli e il deserto.

Delhi

Delhi è una megalopoli con circa 20 milioni di abitanti e una superficie molto estesa. Nonostante le sue dimensioni la parte vecchia sa mantenere i propri tratti caratteristici e regalare sorprese. Si incomincia naturalmente con il famoso Forte Rosso. Si tratta in realtà di un grande complesso di edifici (padiglioni per le udienze, appartamenti privati, padiglione delle camere imperiali e la moschea) atte a simboleggiare la grande potenza della dinastia islamica Mogul. Terminata la visita consiglio un giro in risciò a pedali attraverso Chandni Chowk, un’enorme e antico bazar al cui interno si trova davvero di tutto. La cosa divertente è che si riesce a passare attraverso vicoli strettissimi e affollati senza combinare danni! Impossibile non cedere alle tentazioni dello street food come i Samosa (triangolini di pasta fritti, farciti e speziati) e un dolcissimo Jalebi (pasta fritta immersa in sciroppo di zucchero). Spostandosi a New Delhi si possono visitare l’India Gate (memoriale di guerra), splendidamente illuminato di sera e, percorrendo il grande viale delle parate, la sontuosa residenza del primo ministro. E’ inoltre d’obbligo una sosta al mausoleo di Gandhi (Rhaj Ghat) immerso in grande giardino è un luogo di pace anche se molto frequentato dalle scolaresche. Vi si trova una lastra di marmo nero con una torcia perennemente accesa a sua memoria e delle sue idee.

Agra

Seconda tappa del tour è una meta vista in televisione, letta su riviste e social, il sogno di una vita…. Agra con il suo Taj Mahal!! Il tragitto da Delhi non è breve e si può approfittare delle ore necessarie per il trasferimento per osservare la campagna circostante che regala in questo periodo lo spettacolo dei campi di colza in fiore, una distesa gialla a perdita d’occhio. Spiccano Inoltre le moltissime ciminiere disseminate qua e là, che vengono utilizzate per la produzione di mattoni.

Arrivando in città si fa fatica a trattenere l’emozione. Varcando la porta sud si rimane accecati dalla bellezza che si erge davanti al proprio sguardo e dai riflessi del marmo bianco. Lascia veramente senza parole…. Il complesso è costituito dal mausoleo che conserva le tombe dell’imperatore mogul Shah Jahan e di sua moglie, i quattro minareti, il giardino, la moschea e il suo palazzo gemello utilizzato per gli ospiti. Impossibile non ammirarlo da ogni angolazione. Entrando si rimane veramente colpiti dalla quantità e precisione delle decorazioni. Impressionante! Affacciandosi al fiume si può vedere in lontananza il forte in cui fu imprigionato l’imperatore per mano di suo figlio. Per chi trascorre la notte ad Agra è consigliata la visita.

Mandawa

Il mio itinerario prosegue per il Rajasthan, precisamente nello Shekhawati, dove la prima tappa è Mandawa. Una piccola e trascurata città, ma che si rivela una sorpresa passeggiando per il centro storico, poiché conserva un patrimonio artistico inestimabile: le Haveli. Si tratta di dimore storiche dei commercianti riccamente decorate, i quali facevano a gara per costruire la più bella. Purtroppo molte sono in stato di abbandono ma in qualcuna si può persino entrare per ammirare gli ambienti interni affrescati e anche salire sul tetto per guardare lo skyline di questa particolare città. Da non perdere anche il tipico pozzo indiano a gradoni che rispecchia il carattere di questa località, splendido monumento seppur anche questo trascurato e senza acqua. Per chi ha la possibilità consiglio di trascorrere una notte nell’hotel Castle per provare l’esperienza di dormire in un vero castello indiano con camere ricavate in diversi ambienti del complesso.

Bikaner e Osian

Bikaner è la meta successiva, ma in questo caso pure i tragitti regalano sorprese e scene incredibili come trattori ribaltati dall’enorme quantità di merci che trasportano, cani e mucche che attraversano la strada, moto e motorini che sfrecciano da ogni parte, furgoni che trasportano arachidi e persone che compiono le più disparate attività a bordo strada.

La città si trova nel deserto del Thar a poca distanza dal confine con il Pakistan. Era un’importante tappa sulla rotta carovaniera che attraversava questa regione per proseguire verso la Cina. La città conserva un aspetto medioevale con una cinta di mura difensiva, un tempio giainisita e il bellissimo forte Junagarh. Questo fu costruito dal sovrano di Bikaner alla fine del XVI secolo. Conserva diversi ambienti come la sala per le udienze pubbliche e gli appartamenti privati riccamente decorati. Conserva anche un aeroplano della prima guerra mondiale. A pochi chilometri di distanza dalla città si trova il Tempio Karni Mata. La visita è una vera e propria esperienza di vita in quanto si cammina scalzi in mezzo a centinaia di topi considerati sacri, a cui vengono anche offerte ciotole con latte e cibo.

Dirigendosi verso Jodhpur, nella località di Osian, si può effettuare un’escursione sulle dune a dorso di cammello per godere del tramonto e dormire in un campo tendato. E’ importante ricordare che non è il deserto dell’immaginario comune con alte dune sabbiose, poiché ci sono molti arbusti, qualche albero e la civiltà non è cosi lontana….

Jodhpur

Una delle mete che mi è piaciuta di più è senza dubbio Jodhpur! Spettacolari il forte sorto su uno sperone di roccia a dominare la “città blu” e il mausoleo oltre ai km di mura edificate in maniera spettacolare sui rilievi circostanti. Il forte Mehrangarh fu costruito nel XVI secolo in arenaria rossa, stesso materiale della collina, creando un gioco scenografico fra ciò che ha creato la mano dell’uomo e quella della natura.  Da qui si gode di un panorama eccezionale su tutta Jodhpur ed in particolare sulla “città blu” che deve questo nome al particolare colore delle case utilizzato per identificare le dimore dei bramini e per difendersi dalla calura nelle torride estati e dagli insetti. All’interno del forte ci sono vari cortili, gallerie ed esposizioni come quella molto curiosa di lettighe per elefanti. Poco distante si trova il cenotafio Jaswant Thada costruito in marmo bianco vicino a un laghetto artificiale e circondato da giardini molto curati, un luogo di pace e serenità. Finemente decorato esternamente, dentro presenta una collezione di foto dei Maharaja ma la particolarità è che la luce del sole riesce a retro illuminare i blocchi di marmo, creando un effetto unico! Potendo fermarsi più a lungo consiglio di attraversare il quartiere blu e di visitare uno dei più rinomati mercati dell’India.

Per chi fa un viaggio in India consiglio di provare tutti i mezzi possibili e fare tutte le esperienze disponibili, tra cui anche un tragitto in treno. Ho percorso la tratta fino a Jaipur e devo ammettere che il servizio è stato migliore del previsto anche se la velocità di crociera non è molto alta…. Le stazioni però sono sempre luoghi da osservare con attenzione perché teatro di situazioni e scene curiose…

Jaipur

Chiudo quindi con la capitale del Rajasthan, la mitica città rosa… Jaipur! Conta 3 milioni di abitanti, è frenetica e affascinante allo stesso tempo. Tappa obbligata è l’Amber Fort, situato a circa una decina di chilometri fuori dal centro, nella località di Amer, in una valle della catena degli Aravalli, in posizione dominante sul lago di Moata. Con il suo caratteristico colore arancione è un’affascinante commistione di architettura indù e musulmana. La visita si svolge attraverso i suoi quattro cortili, il primo è l’ingresso principale al palazzo difeso dalle guardie, il secondo ospita la bella sala per le udienze pubbliche, nel terzo cortile si trovano i quartieri privati del re e della sua famiglia con lo stupendo palazzo degli specchi. Nel quarto cortile vi sono gli ambienti delle regine con le loro ancelle. Avvicinandosi alla città, lungo il percorso si trova il Water Palace, residenza estiva costruita nel mezzo di un lago. In centro, invece, merita una visita il City Palace, ancora oggi abitato dal Maharaja. Qui spicca il cortile Pitam Niwas Chowk con quattro porte decorate in maniera magistrale con rappresentazioni delle stagioni. Fantastica è quella con i pavoni che simboleggia l’autunno! Non si può inoltre non passeggiare lungo i suoi bazar colmi di merce di ogni tipo e provare a contrattare con i venditori. Si arriva infine al Hawa Mahal celebre palazzo con la facciata a forma di alveare. Una curiosità: si chiama città rosa poichè tutti gli edifici sono dipinti di questo colore per volere del Maharaja che ricevendo in visita il principe Albert dall’Inghilterra, per destare una buona impressione emanò il decreto di tinteggiare gli edifici.

Conclusione e musica

Concludo questo mio racconto in cui ho cercato di trasmettere le cose che mi sono rimaste più impresse anche se ci sarebbe ancora molto da raccontare, come i sorrisi e gli sguardi delle persone che mi porterò dentro di me.

Come colonna sonora indico una canzone arrivata in Italia qualche anno fa: Mundian To Bach Ke di Panjabi MC.

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